giovedì 30 luglio 2015

GD POTENZA: 'TEORIA DEL GENDER' È INESISTENTE

La squadra dell'indottrinamento 
"Mai avremmo pensato che la nostra classe dirigente regionale potesse cadere nel tranello ideologico della cosiddetta “Teoria del Gender”.
Tale teoria, della cui diffusione “nelle scuole di ogni livello e grado in Basilicata” il Consiglio, a maggioranza (con il voto contrario dei consiglieri Cifarelli, Lacorazza, Polese, Santarsiero, Romaniello e Perrino e l’astensione di Giuzio), ha affermato di temere (quasi dispiace dirlo ai consiglieri Bradascio, Galante, Castelgrande, Spada, Mollica, Napoli, Pace e Rosa) è in realtà inesistente". E' quanto sostengono i Giovani Democratici di Potenza, per i quali "gli interrogativi e i timori “oggettivamente illogici e anti-scientifici” cui la mozione fa riferimento non sono solamente infondati ma anche deliberatamente inventati: non esiste alcuna teoria secondo cui le “differenze biologiche tra maschio e femmina hanno poca importanza”, è vero anzi il contrario e non potrebbe che essere così tenendo conto del principio cardine di eguaglianza sostanziale dell’art. 3 della Costituzione. L’unico vero indottrinamento pericoloso per i bambini è, infatti, quello di cui, purtroppo, si fa oggi portabandiera il Consiglio. Educare agli studi di genere significa insegnare al bambino a contrastare i luoghi comuni, significa insegnargli che esistono altri tipi di famiglia diversi da quella fondata sul legame eterosessuale tra i genitori, significa insegnargli che un compagno o una compagna di classe di diverso orientamento sessuale non è un “diverso” da discriminare, significa far crescere una generazione all'insegna dei principi più alti del pensiero, non certo un regressione bensì un progresso culturale e scientifico.

Inoltre, un tema è quello dell’identità sessuale del soggetto, altro è il tema dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale, temi che il Consiglio pare sovrapporre e non essere capace di distinguere. Ma siamo pienamente convinti che questa, come l’approvazione stessa di una mozione anacronistica ed anticulturale, sia stata solamente una grave svista politica e che il Consiglio abbia, invece, sicuramente piena contezza di tali definizioni, queste sì logiche e scientifiche, e non abbia invece ignorato la necessità di uno studio approfondito sulla questione prima di deliberare". 

"Quest’ultima ipotesi ci consegnerebbe, infatti, l’immagine di un Consiglio Regionale, o di un gruppo di Consiglieri, volutamene privo - sottolineano i Gd - delle minime conoscenze specifiche su quanto è oggetto delle proprie deliberazioni, un Consiglio privo di anticorpi culturali contro la caduta in equivoci generati da una propaganda internazionale nata per delegittimare e strumentalizzare gli studi sull’eguaglianza di genere, un Consiglio la cui cognizione del mondo è ideologicamente falsata ed accomunata agli ambienti “culturali” (se di cultura vera si vuol parlare) reazionari e di estrema destra, un Consiglio condizionato da slogan e pregiudizi sessisti ed omofobi, privo di una visione non solo di prospettiva sul futuro della società ma soprattutto (cosa anche più grave) privo di un contatto con l’autentico sentire della popolazione lucana e nazionale che, sui temi dell’eguaglianza di genere, è molto più avanti di quanto, tristemente, il Consiglio regionale di Basilicata ha dimostrato di essere". 

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Fonte: QUI

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